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Punto croce con metodo (il mio)

Dopo due post dal testo quasi inesistente ecco qui, come promesso, un post lungo lungo e pieno di foto. Quasi un tutorial.

Parliamo di punto croce, e ne parliamo in modo serio, per punti.

Prima un piccolo preambolo.

Quando ero bambina c’era una signora, che si chiamava “la Maria che ricama”, che abitava nella nostra stessa via. Veniva spesso a casa nostra, pare che non andasse d’accordo con la nuora. Ricamava tovaglie, lenzuola (cose che al tempo andavano ancora di moda), grembiuli. La Maria che ricama non amava particolarmente i bambini, ma un giorno, non si sa perché, mi diede uno straccio, un ago e un po’ di filo, e mi spiegò come fare il punto croce. Finii con la gonna cucita allo straccio, e mia madre, per salvare la gonna, dovette disfare tutto il mio lavoro di ore, ossia quattro crocette storte e sgraziate fatte su col filo rosso su un pezzo di vecchio lenzuolo rosa.

Punto croce archiviato per un pezzo.

Durante gli anni delle superiori (nello specifico gli ultimi tre, visto che avevo passato il biennio a vomitare davanti a scuola, con l’esaurimento) ripresi la cosa ma, diciamocelo, il punto croce, seppur meno di altri, è comunque un hobby che ha un costo (filo, stoffa, riviste, visto che ai tempi non c’era internet), visto che i miei pagavano già tasse, libri, cibo, miscela del motorino, non mi pareva il caso di farne qualcosa di diverso da un passatempo sporadico e, quindi, si trattò più che altro di una specie di relazione tira e molla a distanza.

Subito dopo la laurea, mentre lavoricchiavo qua e là e cercavo il “posto fisso”, la relazione è diventata più intensa, ora che vivo da sola e posso dare sfogo alla mia (lieve) mania ossessivo compulsiva il punto croce e io siamo in simbiosi.

Perché tutto questo racconto? Giusto per chiarire che so di che cosa parlo, e quando dico che una cosa non si fa non lo faccio tanto per dire, ma perché ho provato a farla, e non ne vale la pena.

1. Tenete i fili in ordine. Se avete intenzione di ricamare una volta sola nella vita potete anche tenere tutto in un ammasso disordinato, ma se si tratta di qualcosa di un po’ più duraturo tenere tutto in ordine, suddiviso per colore e magari anche avvolto su un pezzo di cartoncino anziché in matassina, magari con dei nodi, vi fa risparmiare tempo (nella scelta dei colori) e denaro (nell’acquisto di matassine dai colori conosciuti). Consiglio aggiuntivo: ognuno tiene in ordine i colori come preferisce, ma tenerli divisi per produttore e per codice di colore rende tutto più semplice. Ho provato a tenere i fili ordinati come l’arcobaleno, ma, visto che parliamo di sfumature anche infinitesimali, l’arcobaleno vi rallenta, perché non sapete dove andare a cercare: il mattone sta con gli arancioni o coi marroni? Il verde lime sta coi verdi o con gialli? Quindi: ordinate in base al codice.

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2. Proteggete il vostro lavoro. La tela Aida è un tessuto a trama molto larga, fatta apposta per poter essere sfilata, quindi, prima di cominciare a ricamare, se avete una macchina per cucire, fare un giro con lo zig zag sul bordo, in modo da non restare senza stoffa sul più bello. Succede: si toglie un filo perché penzola dalla stoffa e dà fastidio, se ne toglie un altro perché capita sempre sotto l’ago, e alla fine si deve buttare tutto. Zigzagate la stoffa, sempre.

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Se non avete una macchina per cucire tagliate la pezza più grande di quanto vi serve, e mettete dello scotch sui lati, sia sopra che sotto. Il nastro adesivo perde la colla, quindi non siate parchi nel tenere un pezzo di stoffa in più.

3. Costruite un reticolo. La base degli schemi da punto croce è praticamente carta millimetrata. Negli schemi più recenti ogni dieci quadretti c’è una riga tracciata con maggiore spessore, se avete per le mani uno schema più vecchio, in cui non ci sono i riquadri da 10 quadretti per lato, armatevi di righello e pennarello, ed evidenziate le righe. Quando avete fatto, o se avete per le mani uno schema già pronto, cercate le linee mediane e riportate la stessa griglia anche sulla stoffa. Io comincio piegando la stoffa e metà, puntando uno spillo e quindi spillando ogni dieci quadretti.

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Finito con gli spilli, procuratevi del filo da cucito di colore diverso da quelli previsti per il ricamo e tracciate il reticolo.

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Non sempre gli schemi hanno un numero totale di quadratini divisibile per due. Può capitare, quindi, che, rispetto al centro, da un lato ci siano x quadratini e dall’altro ce ne siano x+1. Questo, al momento di cominciare a ricamare, fa la differenza. Quindi ricordatevi sempre di indicare un punto preciso dello schema e del reticolo: per convenzione con me stessa io indico il punto in alto a sinistra con una x.

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Il reticolo è indispensabile all’inizio del lavoro, per essere sicuri di cominciare nel punto giusto, prima di avere riferimenti.

4. Usate il telaio. Non sembra, ma il cerchio di legno che fa da telaio è indispensabile: tiene la stoffa in tensione, vi impedisce di toccare continuamente il tessuto e quindi di sporcarlo, vi impedisce anche di cucire il ricamo ai vestiti che indossate. Non serve averne duemila, ne bastano uno o due. Io, per esempio, ne ho due, uno da venti cm di diametro e uno più piccolo; uso sempre quello grande, perché quello piccolo non so che fine abbia fatto (sospetto sia sotto una libreria). Non compratelo di plastica: costa meno, ma la stoffa scivola, quindi è praticamente inutile.

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5. Usate strumenti specifici. Procuratevi una forbicina da ricamo, vi serve a tagliare il filo senza avere il timore di tagliare, per errore, anche la stoffa del ricamo o, peggio, i vostri abiti. Procuratevi anche un ago da ricamo: gli aghi da lana hanno la punta arrotondata, mentre quelli da ricamo sono puntuti. La punta vi serve per infilare il filo sotto i punti sul retro, quando chiudete. La punta dell’ago e delle forbicine sono indispensabili per disfare in sicurezza (sicurezza per il tessuto, non per voi, vi punterete sempre) quello che è andato come non doveva andare.

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Non sono soldi buttati: la forbicina va bene per qualsiasi altro lavoro di cucito (non usatela per tagliare la carta, mi raccomando, qualsiasi cosa facciate, una forbice per la stoffa non va usata per la carta) e l’ago può essere usato anche per la lana o per l’uncinetto (non per cucire la stoffa normale: la cruna è larga e lascia il segno).

6. Non saltate di qua e di là col filo. Non sono un’integralista del “rovescio uguale al dritto”, quindi ben vengano i nodi, ma saltare col filo da una parte all’altra dello spazio del ricamo è antieconomico (il filo costa) e soprattutto antiestetico. Ricordate che il filo che passa da una parte all’altra, anche se è sul retro, soprattutto se è scuro, si vede anche sulla parte frontale del ricamo. E, una volta finito, non potrete tagliarlo. Quindi finito un blocco di colore chiudete il punto, annodate di nuovo il filo e cominciate da un’altra parte.

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 7. Il filo deve andare sempre nello stesso senso. A meno che non stiate eseguendo un ricamo sperimentale, la mezza crocetta di sotto e la mezze crocetta di sopra devono essere sempre le stesse. Non sono previsti scambi di ruolo.

20141021_093742Vedete come si riflette la luce? Nel quadrato a sinistra le crocette vanno sempre nello stesso senso, in quello di destra le righe sono alternate. Quindi, ripeto, a meno che non stiate sperimentando, non si alterna.

8. Il filo si attorciglia. Quando ricamate il filo tende ad attorcigliarsi su se stesso, è normale. Fate attenzione: ogni tanto fermatevi e fate ruotare il filo nel senso opposto. Questo serve a ottenere dei punti regolari e, soprattutto, a non farvi ritrovare alla fine con un capo più lungo dell’altro, quando lavorate col filo doppio. Sembra di impiegare tempo in più, ma, considerato il tempo che si impiega a disfare quando il risultato è schifoso, è tutto risparmio.

9. Buttate il filo. Se vi capita di dover disfare un numero di punti superiore ai 10, chiudete il lavoro e buttate il filo che avanza. Ricamando il filo assume una certa forma, disfacendo ne assume un’altra. In pratica è come arricciare un nastrino lucido per i pacchetti, e poi cercare di arricciarlo in senso inverso. Fa schifo e si vede. Quindi, una volta che avete disfatto il lavoro, buttate il filo: lavorare con un filo “sformato” richiede più tempo, più fatica e offre risultati discutibili.

10. Siate delicati. Quando avete finito con le crocette, prima di cominciare con il punto scritto, se il ricamo lo prevede, togliete il filo con cui avete tracciato la griglia. Può capitare che abbiate incastrato qualche fibra di quel filo nei punti, ricamando, quindi tirate con delicatezza, accompagnando la stoffa con le mani.

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11. Lavate e stirate. Se vi siete tenuti tra le mani il lavoro per parecchio tempo, lo avete preso e messo da parte, magari per dare una mescolata al risotto che cuoce, e poi ripreso, a lavoro finito una sciacquata in acqua fredda non fa male, anzi. Acqua, sapone di Marsiglia, un po’ di ammorbidente. Fate asciugare e stirate. Stirate sul rovescio, mi raccomando.

20141021_09363212. Cercate di divertirvi. Volete mescolare le matassine? Volete saltare qua e là col filo sul retro del ricamo? Volete andare avanti senza griglia e fare un po’ quello che vi pare? FATELO! Questo qui sopra è il mio metodo, il vostro, per voi, non può essere che migliore.

Ecco questo è quanto.

Volete approfondire? Vi interessa imparare altro dai miei errori? Fate un fischio! 🙂

 

 

 

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11 thoughts on “Punto croce con metodo (il mio)

  1. Ho avuto il “periodo del punto croce” e tra acquisti e regali sono piena di matassine, che custodisco gelosamente e uso nei rarissimi casi in cui ricamo. I tuoi consigli sono preziosissimi (e utili, li metto in pratica anche io!), l’unica cosa che non ho mai provato è la griglia cucita con il filo a contrasto, mai dire mai!

  2. Il punto croce è stato il mio primo amore, sebbene sapessi già uncinettare e fare la maglia da bambina. E’ tanto che penso di rifare qualcosa…
    Bellissimo post, si vede che è una vera passione per te

  3. Cara amica vivo in Costa Rica e dopo il patchwork mi voglio ora dedicare al punto croce. Grazie per i tuoi consigli lala ciao

  4. Complimenti sei bravissima..volevo chiederti come faccio a fare dei lavori su altri tipi di stoffe? Mi spiego meglio..vedo cuscini decorati con disegni a puno croce, lenzuola, insomma di tutto..può sembrare banale ma non capisco come fare.. devo prima lavorare sulla tela e poi cucire sul pezzo che voglio creare? Perché vedo alcuno lavori dove la tela non c’è e non capisco come si fa..grazie

  5. Ciao Manuela, grazie per essere passata!
    Allora, tutto dipende dalla trama della stoffa su cui vuoi ricamare: se è ben visibile e regolare puoi ricamarci sopra, come se fosse tela Aida, contando i fili; se invece non si vede bene puoi appoggiare un pezzo di tela Aida sulla stoffa che vuoi ricamare, fissandola con un’imbastitura, e procedere col punto croce prendendo sia la tela Aida che la stoffa che ci sta sotto. Quando hai finito togli l’imbastitura e sfili la tela Aida un po’ alla volta (è fatta apposta).
    Se hai bisogno sono qui, puoi anche mandarmi una mail o scrivermi un messaggio su FB.
    Buon divertimento!

  6. Ciao, innanzitutto complimenti per le spiegazioni molto comprensibili. 🙂 Ho ricamato tanto negli anni passati, poi per un lunghissimo periodo ho interrotto… diciamo circa 20 anni e più. Ora ho deciso di riprendere la tecnica, ma mi sento terribilmente arruginita (senza considerare che in questi lunghi anni mi è calata la vista e quindi ho più difficoltà, anche con gli occhiali e la lente d’ingrandimento). Ho scelto di ricamare un disegno che riprende la greca delle mattonelle in bagno, e che quindi continuerebbe sulla tendina del bagno (che dovrò cucire, a pannello). Il disegno l’ho fotografato e poi con PC Stitch l’ho tramutato in schema. Un lavoro certosino perché in pratica ho dovuto risistemarlo per evitare di ricamare con trenta colori e sono riuscita a ridurli a 9. Però sono presenti comunque delle sfumature nel disegno, generate dall’alternanza di punti di diverso colore. Ecco il mio dilemma…. in alcuni punti si presentano punti singoli, sparsi, alternati ad altri. Sono un po’ spaventata perché non è facile fare un retro ordinato quando non hai tanta destrezza, e considera che questo ricamo starà contro un vetro, quindi illuminato da dietro 😦 Hai qualche suggerimento?
    Ciao Daniela 🙂

    1. Ciao Daniela, grazie per essere passata!
      Secondo me hai tre possibilità:
      1. aumenti i colori in modo che i punti singoli nelle transizioni da un colore all’altro si raggruppino (è più facile essere ordinati quando ci sono più punti);
      2. diminuisci i colori, o, per semplificare, elimini quei singoli punti e li uniformi a ciò che li circonda (dipende da quando influiscono nell’insieme);
      3. li tieni per ultimi e per farli passi il filo sotto gli altri punti, in modo che resti nascosto. Non si dovrebbe vedere nemmeno se viene illuminato da dietro, perché le crocette davanti dovrebbero nascondere il tutto. Certo, useresti una quantità di filo maggiore del previsto, ma il risultato dovrebbe essere buono.

      Fammi sapere come va!
      🙂

      1. Ottimo! Credo proprio che utilizzerò il terzo suggerimento. Rimettere mano ai colori vuol dire ammattire di nuovo…. no no 😀
        Grazie!!!! Gentilissima. Ti terrò aggiornata. :*

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