cose serie

Soggetto e predicato

Lo so, lo so, vi eravate illusi di averla scampata, e invece l’anali logica torna di prepotenza su questi schermi.

Nella frase il soggetto è la persona, l’ animale o la cosa che compie l’azione o a cui si attribuisce una determinata condizione o su cui si incentra l’azione.

Il gatto miagola.

Il gatto è morbido.

Il gatto è rincorso dall’anatra (succede, fidate, magari anche in questo preciso istante, nel giardino dei miei).

Il soggetto può essere rappresentato da un sostantivo o da qualsiasi altra parte del discorso usata in funzione di sostantivo.

Il gatto salta.

Il ronfare del gatto è rilassante.

Se è costituito da un pronome personale il soggetto può essere sottinteso.

Accarezzo il gatto.

Il soggetto può essere preceduto dalle preposizioni articolate (ve le ricordate le preposizioni semplici? Di, a, da, in , con, su, per, tra, fra) del, della, ecc. che svolgono la funzione di articoli indeterminativi plurali e che danno all’espressione il senso partitivo (in pratica sostituiscono un po’ di o alcuni).

Dei gatti scorrazzavano nel giardino.

La posizione del soggetto all’interno della frase non è obbligatoriamente prima del verbo, ma è fondamentale ricordare che soggetto e verbo, in caso fossero vicini, non vanno separati dalla virgola (smettete di confondere le pause che si fanno leggendo e parlando con quelle date dai segni di interpunzione, è fastidioso e mi fa girare le scatole, tanto che smetto di leggere: se volete che ciò che scrivete venga letto con gusto e compreso, non dividete soggetto e verbo con le virgole).

Con il predicato si esprime l’azione compiuta dal soggetto, o incentrata su di esso, o una sua qualità o condizione.

Il predicato può essere verbale o nominale.

È verbale quando è costituito da un’espressione verbale di senso interamente compiuto.

Il gatto sgranocchia i croccantini.

È nominale  quando è formato da una voce del verbo essere in unione con un sostantivo o un aggettivo che si riferiscono al soggetto e ne indicano una qualità o condizione. Questo sostantivo o questo aggettivo (o qualsiasi altra parte del discorso usata in funzione di sostantivo – Volere è potere) sono detti nome del predicato.

Il gatto è bianco.

A volte il verbo essere ha un significato interamente compiuto e rappresenta un vero e proprio predicato verbale. Questo accade quando il verbo viene utilizzato con il significato di esistere, stare, risiedere, appartenere.

Il gatto è qui.

Nel predicato nominale, invece, verbo essere non ha senso compiuto e il sostantivo o l’aggettivo servono a integrarne il significato. Le vecchie grammatiche dicono che in questi casi il verbo essere è una copula, che fa da tramite tra il soggetto e il nome del predicato.

Essere non è il solo verbo che possiamo trovare a fare da tramite in un predicato nominale, ci sono anche altri verbi che da soli non esprimono senso compiuto: divenire, sembrare, parere, riuscire.

La coda del gatto sembrava lunghissima.

Abbastanza indolore, no?

Nella prossima puntata si parlerà ancora di verbi, stay tuned!

 

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