creazioni · uncinetto

Come ti arredo (un po’) la casa con l’uncinetto

Credo di aver avuto modo di dimostrare più volte che cose come il punto croce o l’uncinetto non siano cose da nonne. L’uncinetto non è solo centrino, credo quindi che con un po’ di attenzione a non esagerare sia possibile creare oggetti all’uncinetto che possano dare un tocco di originalità alla casa, senza scadere nel pacchiano o nel nonnesco (tipo quello che vedete in questa foto, che ho scelto appositamente in bianco e nero, per non urtare animi troppo sensibili).

Tutto nasce dal fatto che ho trovato un nuovo spacciatore di filo, lo posso incontrare solo il sabato in centro, al mercato, ed è pure un po’ antipatico, a dirla tutta, ma ha una marea di roba a prezzi veramente accessibili. Diciamo che possiamo riassumere il tutto in una frase: e la sventurata (io) trovò la bancarella e ci si fermò (sì, sono due frasi, non cominciamo con l’analisi logica, non è ancora il momento).

Il primo acquisto è stata la lana per fare una sciarpa (fatta, devo ancora mostrarla, la sto consumando a forza di usarla, per fortuna ho fatto le foto appena l’ho finita), poi della lana per gufi, quindi del cotone egiziano verde, subito dopo ci ho trascinato i miei e mi sono fatta regalare della lana turchese (che pensavo avesse una resa migliore, ma siccome costava poco e ne ho presa tantissima sta diventando una copertina da serata sul divano) e della lana viola, alla fine ci sono tornata due sabati fa, sotto il diluvio (pioveva tanto che il mercato stava chiudendo, e sono stata contenta di aver già preso la lana turchese, perché le matasse che rimanevano erano coperte di schizzi di pioggia), e ho preso il cotone giallo.

Ora sto cercando di smettere, almeno finché non finisco la copertina e lo scialle viola.

Anni fa, dopo che facendo le pulizie aiutata da Hobbes avevo fatto cadere la lampada verde di vetro che se ne stava sullo scaffale sopra il televisore, avevo costruito una lampada di cartoncino e carta velina, quella che trovate qui. Tempo fa ho deciso che la lampada, che per forza di cose non si poteva lavare ma solo spolverare con molta attenzione, aveva fatto il suo tempo, così mi sono messa d’impegno, ho fatto i centrini della giusta forma, li ho montati, ho costruito con il coperchio di una scatola di cartone la strutture e l’ho dipinta con l’acrilico dello stesso colore dei centrini (purtroppo mentre spennellavo artisticamente ho colpito anche il muro della cucina, che ora ha una macchia verde), ho aspettato che asciugasse e ho costruito il tutto.

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Direi che sono soddisfatta. Ci sarebbe stato bene, a dirla tutta, un po’ di tulle all’interno, in tinta, per schermare meglio la lampadina, ma non sarebbe stato abbastanza elastico per infilarsi sulla struttura, e quindi amen.

Fatta la lampada ho deciso che la tendina della porta che dà in terrazza, bellissima (tessuto degli anni ’70 trovato a prezzo irrisorio dallo spacciatore di scampoli, la recupererò) ma con l’orlo inferiore smangiucchiato da entrambi i mostri pelosi, andava sostituita. E una voce nella mia testa ha detto: “dovresti imparare il filet“. Le ho dato retta (e sono andata a comprare il cotone sotto il diluvio… con un paio di scarpe da ginnastica – invernali –  con la suola scivolosa e nelle quali entrava l’acqua, che sono finite direttamente nel bidone del secco non riciclabile non appena sono entrata in casa).

Ora, se uno sa lavorare all’uncinetto (bastano due punti di base, catenella e maglia alta) sa fare anche il filet. Il difficile consiste nel trovare uno schema decente, che non abbia a che fare con angioletti o sdilinquimenti simili (si risolve usando uno schema per il punto croce) e nel sopravvivere alla noia del ripetersi, quasi infinito, degli stessi due punti.

Ero partita con un bellissimo schema, due gatti alla finestra, fuori un ramo e, in lontananza, la luna, ma più che di una tendina aveva le dimensioni di una tovaglia, quindi sono passata a dei fiori, più neutri.

Mi ci sono voluti due pomeriggi interi (tutta la trilogia del Signore degli Anelli in sottofondo) e due o tre serate. Domenica scorsa, nel primo pomeriggio, era finita. Ma. Il bordo inferiore era troppo netto, quindi domenica sera ho aggiunto un bordino fru-fru. Finita? No. Pur avendola tirata stirandola, con l’umidità si era un po’ ristretta, quindi non copriva bene la vetrata di tutta la porta, quindi ieri sera ci ho aggiunto due bordini laterali, molto geometrici, in tema col resto.

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Mi piace com’è venuta? Sì. Ne farò un’altra? Non lo so. Intanto penso a come fare il lampadario per la cucina.

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5 thoughts on “Come ti arredo (un po’) la casa con l’uncinetto

  1. Brava! L’effetto lampada mi piace un sacco, così come la tendina!
    Concordo con tutto ciò che hai scritto. In particolar modo, proprio all’inizio espliciti una verità assoluta: l’uncinetto non è roba da nonne o solo da nonne. Tuttavia, quanto è brutto constatare come molte persone siano in tal senso ignoranti, ossia che ignorano proprio questo concetto… Inoltre sì: è vero anche come non sia facile trovare schemi per filet privi di putti alati o di raffigurazioni campestri (pastore e pastorella) o della sacra famiglia, ma con tanta pazienza si riesce a trovare qualcosa. Continua così. Un forte abbraccio, Benben 🙂

    1. Ammetto che la lampada mi piace molto di più della tendina, ma non ho voglia di disfare tutto, quindi resterà così.
      Alla fin fine gli schemi di possono anche fare, ci sono programmi che trasformano le immagini in schemi per punto croce, impostandoli sul monocromo si può fare anche per il filet, basta stare attenti alle dimensioni, perché si rischia di ottenere creazioni abnormi 😉
      :*

  2. La butto lì… ma un collant verde? Abbastanza elastico da poter essere infilato sulla struttura, abbastanza spesso da sfumare la lampadina. Oppure dei lastrini di policarbonato o metacrilato opaline/latte. Qui a Roma ne vendono da Brico/Leroy in lastre, oppure (da tagliare anche con il taglierino) in acrilico da 0,5mm.

    1. Potrei anche prendere quelle plastichine che si usano per la copertina delle fotocopie rilegate, e dipingerle con uno strato leggero leggero di acrilico verde.
      Grazie!, tutte buone idee!

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