creazioni · cucito · punto croce

Uno più uno più uno uguale due

Sono sempre stata affascinata dalle matrioske, una bambola che ne contiene un’altra che ne contiene un’altra. Ufficialmente le matrioske simboleggiano la maternità; invece io le vedo non tanto quanto madri e figlie ma come domande intelligenti, quelle che non restano fini a se stesse, ma che aprono la via spunti continui.

Sembra che la prima matrioska sia stata costruita in Russia ispirandosi a una statuina giapponese (costruita da un russo), a sua volta ispirata alle scatole cinesi.

Sono affascinata anche dalla tela grezza, non sbiancata e non tinta, a grana grossa, unita al filo colorato, specialmente il rosso.

E, ovviamente, risento dell’influenza del mese di settembre, che per me significa, e significherà sempre, inizio di un ciclo (alla faccia del capodanno) e acquisto di materiali di cancelleria.

Ho unito le tre cose. Riassumendo: matrioska, tela grezza e rosso e cancelleria. Il risultato?

Un portapenne ricamato a punto croce, decorato da una matrioska vestita di rosso e azzurro.

Perché due? Perché al portapenne si accompagna, in stretta simbiosi, un segnalibro elastico, con una matrioska sorella gemella della prima.

Ovviamente, anche la lampo e la fodera del portapenne e l’elastico del segnalibro sono rossi.

matrioska

matrioske

matrioska_dett

L’insieme mi comunica un non so che di nordico, non vi pare? (sarà il sorriso a trentadue denti della signorina).

Se vi piacciono, trovate portapenne (che può essere anche una bustina da tenere in borsa) e segnalibro in tandem, su Blomming.

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4 thoughts on “Uno più uno più uno uguale due

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