borse · caterinetta · uncinetto

Niente tasche, che si fa?

Da quasi un anno, finalmente, è partita la raccolta porta a porta dei rifiuti anche nel mio ameno quartiere.

Se sono in un momento particolarmente organizzato, e soprattutto se di tratta di umido, porto la spazzatura nel bidone condominiale la mattina, quando esco per andare in ufficio, del giorno prima di quello di raccolta.

Se sono in ritardo, se non sono organizzata o se conto di fare pulizia quando torno a casa (o se so che andrò dal fruttivendolo e comprerò anguria e melone da sbucciare il giorno stesso), porto giù i sacchetti la sera prima.

Capita anche che li porti fuori all’ultimo momento, visto che la signora del piano di sotto ha sviluppato la malsana abitudine di fare controlli, sulla spazzatura altrui, che nemmeno gli addetti più pignoli dell’APS sognano di fare. Non ho niente da nascondere, differenzio a regola d’arte, ma quello che butto, se la signora permette, sono fattacci miei.

Tranquilli, sto per arrivare al punto.

Anche se i bidoni sono dietro l’angolo (letteralmente) di casa, mi risulta impossibile uscire senza avere le chiavi (che mi servono non solo a rientrare in casa, ma anche ad aprire i lucchetti che tengono i suddetti bidoni al sicuro dalle immondizie altrui) e senza avere il telefono, perché non si sa mai. Qualche volta, sempre perché non si sa mai, porto anche un documento: data la mia palese misantropia, quante possibilità ci sono che, se mi sentissi male, se cadesse un pezzo di satellite e mi centrasse, se finissi a testa in giù in un bidone, se venissi investita da un cretino che corre in bicicletta sul marciapiede, qualcuno mi possa riconoscere e avvisi i miei? (non che i miei potrebbero fare qualcosa, per esempio nel caso del satellite, una volta avvisati, ma almeno possono andare a prendersi cura dei gatti).

Da settembre a maggio/giugno il problema non si pone, ci sono pantaloni con le tasche, a volte giacche, in cui infilate tutto il necessario. Ma in luglio e agosto? Che si fa? Non posso mica scendere con la borsa, che contiene portafoglio, agenda, documenti della macchina, caricabatterie del telefono (e/o del Kindle), Kindle, chiavi delle cassettiere in ufficio, chiavi dei miei, ecc. ecc. Chiaramente, anche se si tratta di una tracolla, è scomodo!

Potrei tenere le chiavi in mano e infilare il telefono nel reggiseno (ma col caldo non va bene) o nell’elastico delle mutande, ma mi toccherebbe alzare la gonna del vestito per usarlo, e insomma, sono proprio in strada… quindi, ecco l’idea, per me e per chi si trova nella stessa situazione (ma non necessariamente, può andar bene anche per chi va dal fornaio, in edicola, dal fruttivendolo sotto casa, o a comprare le sigarette): la borsina estemporanea.

Si tratta di una borsa piccola piccola, prima di una serie, presumo, di circa 15 cm di altezza, da portare a tracolla (le mani libere sono un must, in questi casi), in cui entrano un telefono, le chiavi di casa, qualche soldo e un documento. Se proprio proprio siamo bravi a fruttare lo spazio, pure un fazzoletto di carta.

Questa borsina in particolare è realizzata con quanto restava del filato elastico, i colori, rosso e verde, sono chiaramente estivi. Ma tranquilli, ne arriveranno anche per le altre stagioni (non le mezze, ché non ci sono più) a breve.

20130810_1120130810_1220130810_0120130810_02Trovate la borsina su Blomming o nello shop di Facebook.

E nel frattempo, coming soon….

20130810_09

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...