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Consigli di lettura

Alzi la mano chi ha pensato che quest’anno non avrei fatto un bilancio di cosa mi è capitato di leggere o che me ne fossi dimenticata.

Ecco, bravi, ora abbassate le manine, prendete posto, e procediamo.

Nel 2012, grazie all’acquisto (di cui mai mi pentirò) del Kindle, ho avuto modo di scorrere più pagine rispetto agli anni scorsi: è chiaro che il fatto di non dover tenere il libro aperto con una mano mentre si fa colazione o si cena aiuta.

Mentre l’anno scorso ho fatto due liste di libri, belli e brutti, che in un modo o nell’altro avevano lasciato il segno, quest’anno, sopratutto a causa di una scelta in parte inconscia che mi ha condotta alla serialità, ho deciso che parlerò di qualche libro e di qualche autore.

Cominciamo coi libri.

Tartarughe divine. Se avete senso dell’umorismo, se vi rendete conto che l’umanità è meschina e piccola, se avete voglia di prendere in considerazione una visione cinica (che io condivido) della religione, questo romanzo fa per voi. Attenzione, se siete gente che non si offende quando i miti vengono messi alla berlina, riderete a crepapelle.

La principessa sposa. Il temibile pirata Roberts, la principessa Bottondoro, il principe malvagio, lo spadaccino in cerca di vendetta, il gigante buono, l’esperto di miracoli, i roditori taglie forti, l’albino, la palude piena di pericoli. Serve raccontare altro? Se proprio non avete voglia di leggere, guardatevi il film (ma non è la stessa cosa…).

La botanica del desiderio. Per fare l’albero ci vuole il seme o per fare il seme ci vuole l’albero? Ovvero: siamo poi così sicuri di essere stati noi, nel tempo, a condizionare l’evoluzione delle piante con le nostre scelte, o sono state le piante, in maniera sommessa ma non per questo poco efficace, a convincerci che alcune specie ci piacevano più di altre?

Il mondo in un tappeto. In modus rebus, a volte l’autore si lascia andare al compiacimento per l’orrido e il gotico, ma nell’insieme, l’idea che un intero mondo di incantesimi sia stato tessuto in un tappeto, che i nodi rappresentino parole, incanti, persone, cose e che questi nodi, in un’esplosione di magia, luce e colori, possano riportare alla vita quel mondo, beh, non è meravigliosa?

Il cavallino bianco. Una favola della prima metà del ‘900, carina e romantica, senza troppe pretese. Ma chi non vorrebbe vivere a Moonacre Manor, col gatto Zacharia, il cane Wrolf e Marmaduke?

Passiamo agli autori, alle autrici, a dire il vero.

Di queste donne ho letto, e sto leggendo, tutto quello che sono in grado di trovare. Perché? Perché sanno raccontare bene, hanno senso dell’umorismo, fantasia, e pur non scrivendo cose particolarmente impegnate e impegnative danno da pensare.

Georgette Heyer. Leggete la Pedina scambiata, i dialoghi sono esilaranti.

Martha Grimes. Oh, l’ispettore Jury…

Anne Perry. Faccio spoiler: da un certo punto in poi compare il complottone pseudo massonico.

Lilian Jackson Braun. Koko e Yum Yum, che altro aggiungere?

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