creazioni · punto croce

Ai ripari

Tutte le mattine quando esco e tutte le sere quando rientro, sulle scale di casa vedo cose, vedo cose che voi umani…

La signora del primo piano ha sostituito il cuoricino di sterpaglia verde e bianco che tiene sulla porta e il tappetino da bagno Ikea a forma di cuore con un completo natalizio di tutto rispetto: tappeto rosso con Babbo Natale che ulula Merry Christmas e ghirlanda (un po’ impolverata) dorata e grigia. Il grigio si vede nei punti in cui la doratura si sta staccando. La polvere sulla ghirlanda fa pendant con la ragnatela che staziona sullo stipite almeno da giugno.

Fortunatamente l’appartamento di fronte è sfitto.

Al secondo piano fanno mostra di sé fa un lato una ghirlanda rossa e oro da cui pende una stella d’oro, dall’altro una ghirlanda ramosa con fiocco rosso e, siete seduti?, presepe, con bue e asinello, alla faccia di quanto la somma autorità religiosa ha affermato recentemente. Non ci sono pastori, non possiamo sapere se abbiano cantato o meno.

Al terzo piano altra ghirlanda ramosa (rami più grossi, però) con teste di renna (no, non impagliate, è evidentemente una ghirlanda vorrei ma non posso) di feltro, incollate. L’occhio attento rivela qualche filo di colla a caldo.

Di fronte a questa ghirlanda lappone, fino a ieri, c’era ancora il mio gatto di Halloween, che adoro, nel quale la signora del secondo piano è riuscita a vedere un topolino (vista a raggi X, forse ha guardato nella pancia del gatto).

Sono stata tentata. Davvero.

Tentata da una ghirlanda di coni di carta di volantino (quelli che la signora del secondo piano tira fuori dalle cassette della posta altrui e butta), tentata da una ghirlanda di pannolenci dai colori primaverili, tentata da una serie di cerchi di fil di ferro nudi e crudi, magari con un fiocco viola, da una serie di stelle e fiocchi di neve.

Ho resistito e ho deciso che, anche unendomi a loro, non potrei batterli. E in fondo, pur di non unirmi a loro, va bene qualsiasi cosa.

Sono stata classica (almeno per quanto mi riguarda), sobria e discreta.

Ed ecco qui il risultato (foto oscene, non vedo la luce del sole che da qualche spiraglio tra le nubi e la nebbia quando sono in ufficio, e mi tocca anche tirare le tende perché ho il riflesso sullo schermo del PC), punto croce, gufo, unica concessione alle festività delle palle e qualche fiocco di neve, non ho nemmeno usato il filo dorato.

E io sono contenta così.

gufo natalegufo natale 01Adoro il dettaglio degli occhi, fatti, tanto per non cambiare mai, con dei bottoni.

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6 thoughts on “Ai ripari

  1. “Che bella fragola!” -la signora del secondo piano-

    Mi piace perchè lascia intravedere uno spazio ulteriore quindi non è banale: brava!
    Io al punto croce tendo sempre a fare i punti troppo attillati o troppo larghi mannaggia.

      1. 🙂
        I miei lavori a punto croce non mi soddisfano mai, il punto croce del vicino per me è sempre più verde!

  2. L’occhio-bottone regala al gufo un’aria allucinata che trovo perfetta. Potrebbe anche essere interpretata come un’espressione di sorpresa e/o spavento alla vista delle teste d’alce – renna, pardon – che gli stanno dirimpetto.
    Faccio parte della schiera dei portatori di ghirlanda muffa. La stessa da 3 anni, però anticonvenzionale! 😉

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