creazioni

Kitsch è meglio

Avevo, ho ancora, due brucia incensi, due strette striscioline di legno dalle quali, visto che i bastoncini di incenso non sono sempre dritti e allineati (si dice dritto come un fuso, non dritto come un incenso, in effetti), usciva sempre la cenere. Ho deciso, a un certo punto della mia vita, qualche settimana fa, di volere un nuovo brucia incenso, più funzionale. L’ho cercato, ma non ho trovato niente che mi soddisfacesse. Poi una sera sono tornata a casa e ho avuto l’illuminazione: il panetto di Das che avevo comprato l’anno scorso per fare dei bottoni e che non era mai stato scartato.

Ho cominciato a modellarlo, sul tavolo della cucina, decisa a limitarmi all’essenziale: una striscia lunga e larga, un po’ arrotondata per sostenere l’incenso, con un buco per infilare la base del bastoncino.

Poi ho deciso di rifinire meglio i bordi, andava bene farlo funzionale e ridotto all’osso, non andava bene farlo brutto. Fatto questo ho deciso di aggiungere delle striscioline che richiamassero i bordi, dividendo la striscia lunga e larga in tre parti. Ma perché metterle dritte queste striscioline? Perché non fare anche un po’ di curva, in modo da ricavare al centro uno spazio creato appositamente per appoggiare i lumini?

Era pronto. Guardandomi in giro mi sono resa conto che avevo avanzato un po’ di Das, a metterlo in un sacchetto, anche ermetico, rischiavo di doverlo buttare, non avevo voglia di fare i famosi bottoni, quindi che farne? Beh, ovvio, delle applicazioni da usare per abbellire il brucia incensi. Cosa meglio di qualche fiore? Ne sono venuti fuori tre.

Finito. Ora bastava lasciare che seccasse e lo avrei potuto usare, così com’era, grezzo.

Due giorni dopo, una volta asciutto, prima di metterlo al lavoro ho pensato che con una mano di vernice avrebbe avuto vita più lunga e sarebbe stato più facile da pulire. Ma a questo punto, visto che i colori in casa c’erano, perché non dargli una mano di acrilico sotto la vernice? E quindi l’ho dipinto, cominciando dalla base e poi colorando i fiori quando questa era diventata asciutta.

Nella scatola dei colori acrilici c’erano anche il dorato e l’argentato, che male c’era a usarne un po’ magari per nascondere qualche difetto? Giusto, fatto, rimesso fuori ad asciugare.

Poi, mentre mi alzavo dalla scrivania per andare a vedere se era pronto da verniciare, mi è caduto l’occhio su uno smalto verde metallizzato che avevo preso al mercato per un euro e non avevo mai usato. Qualche foglia lucida e qualche viticcio luccicante ci sarebbero stati davvero bene. E anche qualche puntino colorato lungo le striscioline centrali e i bordi.

Ecco, finalmente era pronto, non avrei potuto aggiungere altro (or ora mi è venuto in mente che avrei potuto incollarci delle paillette o delle perline, fortunatamente non l’ho fatto). L’ho verniciato per proteggere la creazione, sul fondo ho incollato un pezzo di antiscivolo per cassetti per proteggere il parquet e l’ho messo all’opera.

Una mia amica l’ha visto e ha detto: “Cavoli, è pacchiano proprio come piace a me!”

È pacchiano come piace anche a me.

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2 thoughts on “Kitsch è meglio

  1. Sei matta!!! Tanto lo sai che Gatto ci lascerà le zampette vero??? Tutto quel colore è irresistibile.
    ;******
    Ps. a me piace tutto, l’unica cosa che non mi fa impazzire è il rameggio, ma i fiori cicciosi sono un incanto!

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