libri

Un anno di letture, un bilancio

Io leggo, non quanto vorrei, ma rispetto alla media nazionale (se vi interessa ci sono dei dati interessanti qui) credo di poter affermare che leggo abbastanza.

Nessuno mi impone i titoli da leggere, quindi quasi tutto quello che ho letto durante lo scorso anno mi ha dato soddisfazione, ci sono stati però dei libri che mi hanno fatto pensare “per fortuna l’ho letto” e dei libri che invece mi hanno fatto pensare “non avrei perso niente a non leggerlo”.

Non ha senso fare una classifica di tutti i libri che mi sono passati fra le mani dando un giudizio su ciascuno, ma magari può essere interessante parlare di quelli speciali, nel bene e nel male.

 

Per fortuna li ho letti:

Dalla parte delle bambine, di Elena Gianini Belotti. Si tratta di un testo un po’ datato, degli anni Settanta, ma purtroppo ancora terribilmente attuale. Lo dovrebbero leggere tutti, soprattutto le persone che hanno figli, per cercare di non ripetere alcuni errori dei nostri genitori.

L’evoluzione di Calpurnia, di Jacqueline Kelly. Carino, leggero, ma allo stesso tempo profondo, ironico, divertente. E, stranamente, riprende alcuni aspetti trattati nel libro di cui sopra.

La moglie del dio dei fuochi, di Amy Tan. Un classico, oserei dire, scritto tra Il circolo della fortuna e della felicità e I cento sensi segreti, che in Italia non ha avuto una fortunata storia di pubblicazione (ho fatto fatica a trovarlo).

Amabili resti, di Alice Sebold. L’ho letto dopo aver visto il film che, pur essendo pregevole, non è all’altezza del romanzo. Bello e malinconico.

American gods, di Neil Gaiman. Non credo servano commenti, non è il romanzo di Gaiman che preferisco (quello è Stardust) ma mi è piaciuto dare la caccia ai riferimenti mitologici.

Il cigno nero, di Nassim Nicholas Taleb. Un malloppone che poteva essere riassunto in un centinaio di pagine, ma, nonostante questo, va letto per ampliare la nostra visione del mondo e renderci conto, con chiarezza, che non sappiamo un accidenti di niente, sebbene siamo convinti di sapere, e non possiamo prevedere cosa potrebbe accadere. L’importante è ricordarsi di fare in modo di esporsi ai cigni neri positivi.

 

Non avrei perso niente a non leggerli:

Le quattro casalinghe di Tokyo, di Natsuo Kirino. L’ho letto perché qualcuno me ne aveva parlato bene, in realtà è una schifezza, e non perché parli di fallimento e di rassegnazione, o di corpi smembrati e violenza, ma perché è morboso, pesante, una palla.

Autopsia virtuale, di Patricia Cornwell. L’ho letto pensando: ho letto tutti gli altri che ha scritto, vale la pena completare la serie. Ecco, non ne valeva la pena. Credo che questo romanzo, ma il discorso potrebbe valere anche per quello che la Cornewell ha scritto prima di questo, si paradigmatico: quando uno scrittore ha successo e vende per le case editrici vale la pena di stampare anche quando effettivamente quello che scrive comincia a fare schifo, perché prima che i lettori comincino a rendersi conto che uno scrittore non è più all’altezza della sua fama passa del tempo.

Cappuccetto rosso sangue, di Sarah Blakley-Cartwright. Chiaro, è un romanzo per adolescenti idiote, ma è davvero idiota.

Advertisements

4 thoughts on “Un anno di letture, un bilancio

  1. Anche se aNobii ci condanna come poco compatibili (pure secondo me non capisce nulla), mi lascerò ispirare dai tuoi suggerimenti alla prossima tornata in libreria. Ho letto la Bellotti e condivido anche in mancanza di prole, non ho letto American gods e lo farò!
    Della mia personale classifica posso dire il vincitore assoluto: Tartarughe divine di Terry Pratchett.
    Ma anche il perdente assoluto: Cuccette per signora di Anita Nair.

    1. Tartarughe divine ce l’ho (l’avevo visto nella tua libreria e mi ha ispirata)! Me lo sono fatta regalare per natale da mia madre, ma prima di cominciarlo devo finire il mattone (in senso letterale, è grosso e pesa tantissimo), di racconti noir che mi porto dietro dall’anno scorso.
      Anche Nessun dove di Gaiman mi è piaciuto particolarmente. Cuccette per signora non l’ho letto, lo eviterò (salvo casi estremi in cui non ci fosse da leggere nemmeno l’etichetta della candeggina o il bugiardino di qualche medicinale).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...