propositi · racconti di vita

Piani e considerazioni

Sono una donna che ama pianificare. Mi piace l’idea di avere uno scopo e di avere una lista di cose da fare. Nello stesso tempo mi piace anche l’idea di poter essere in grado di ignorare, sovvertire o cambiare la lista senza battere ciglio.

Ovviamente, visto che non sono una milionaria, le pianificazioni a lungo termine non dipendono da me, ma dal mio datore di lavoro e da uno stato che al momento potrebbe costringermi ad andare in pensione tra 28 anni anziché tra 23, e preferisco dedicarmi ai piani a breve termine.

Il piano di questa settimana ferragostana, di ferie, prevede lo spostamento, la spolveratura e il riposizionamento di tutti i libri di casa, stanza per stanza, oggi l’ingresso (fatto), domani il soggiorno, lunedì la camera da letto.

Mentre spolveravo mi sono resa conto che in televisione tutte le case o sono pulitissime o sono sporchissime.

La gente di CSI si china sotto un letto per cercare delle prove e non trova niente, non un granello di polvere, non un calzino scomparso da giorni, non un fazzoletto di carta appallottolato e finito lì. Oppure ci trovano un morto, o delle armi, o della droga.

Sotto al tavolo della cucina, sebbene il delitto sia avvenuto mentre la vittima faceva colazione, non c’è una briciola. Magari invece c’è uno strato di unto alto un dito, o un morto, o delle armi, o della droga.

I lavelli o sono tanto puliti e luccicanti da restare abbagliati o sono pieni di piatti coperti di cibo e muffa, sui quali zompettano allegramente gli scarafaggi.

Casa mia non è sporca, ma sotto al letto troverebbero polvere, peli di gatto, capelli, cartine di caramelle e palline fatte con gli scontrini della spesa che il felino ha portato lì; sotto al tavolo della cucina troverebbero qualche briciola (e ancora peli di gatto); nel lavello ci sono i piatti della colazione di stamattina e del pranzo di oggi (e peli di gatto), ma non c’è uno strato di unto polveroso sulle superfici, non ci sono scarafaggi che girano indisturbati per casa, non c’è calcare schifoso sui rubinetti e i sanitari non sono striati di sporcizia.

Visto che ormai siamo arrivati a un punto in cui la finzione ha capito che non esiste bianco o nero, che il cattivo a volte ha le sue ragioni (anche se, di solito, quando un cattivo ha delle buone ragioni per quello che ha fatto muore in un tentativo di riscatto, sollevando i buoni dalla responsabilità di decidere cosa fare), che l’eroe ha dei punti oscuri, perché non comprendere anche che la rappresentazione delle abitazioni non può essere così manichea come ci viene mostrata?

 

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3 thoughts on “Piani e considerazioni

  1. Mi sono sempre domandata il perché di questo scollamento tra realtà e scenografia e mi sono sempre risposta che l’iperbole è più conveniente in termini di energia narrativa. Senza contare che in una casa normale, con polvere e peli di gatto, trovare quella spora di polline di quella pianta che nasce solo ed esclusivamente nel balcone di casa dell’assassino (ed incidentalmente in Guatemala), sarebbe molto più complesso e narrativamente prolisso. Per non parlar della partita di droga.
    Consolati e pensa che quel che troverai sotto i mobili io lo trovo normalmente moltiplicato per due umani disordinati e due felini! Ti dico solo che stamane, da sotto l’inamovibile pianoforte, sono sbucate palline di pane secco (????). Tempo di prendere scopa e raccoglitore che Cocò le aveva tutte lanciate sotto al divano… quelle che non aveva prontamente sgranocchiato.

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