cucito · tutorial

Tenda marmorizzata con inserti in pizzo

Volete anche voi una tenda gialla “marmorizzata”, tinta in capo, con inserti in pizzo?

Vi spiego come farla.

Prendete le misure della tenda e procuratevi la stoffa bianca, dei ritagli di pizzo, sempre bianchi e della curcuma (consiglio: non compratela al supermercato, la paghereste a peso d’oro, cercate un negozio che venda prodotti etnici, vi conviene). Fate attenzione, la stoffa va tinta con acqua bollente, quindi o calcolate l’eventuale restringimento oppure prima di tagliarla definitivamente fatele fare un giro in lavatrice a 90°, o fatela bollire.

Piegate, puntate e imbastite i bordi laterali della tenda, quindi cuciteli a macchina. Se usate un filo sintetico prendetelo del colore che dovrebbe avere la tenda alla fine, se invece utilizzate un filo di cotone adoperate pure quello bianco, tanto si tingerà insieme al tessuto.

Togliete le imbastiture e fate la stessa operazione per i bordi inferiore e superiore. Ricordate di lasciare lo spazio, in alto, per far passare il sostegno della tenda.

Tagliate il pizzo, aiutandovi con un modello di carta, ottenendo tanti ritagli quanti ne volete mettere sulla tenda, in questo caso quadrati, sono più semplici da attaccare a macchina. Misurate la larghezza della tenda, sottraete a questa la somma della larghezza dei quadrati e dividete la cifra ottenuta per il numero dei ritagli più uno. Il risultato è la distanza tra un quadrato e l’altro e tra i bordi laterali e i quadrati.

Stabilite a quale altezza volete posizionare la prima fila di quadrati e, aiutandovi con un metro e del filo per imbastiture, tracciate la linea di appoggio dei ritagli. Quindi, sempre aiutandovi col metro, sistemate e puntate i quadrati sulla tenda, quindi imbastiteli.

Fate lo stesso per la fila inferiore e posizionate anche la decorazione centrale.

Ora viene la parte noiosa: cucite a macchina tutti i quadrati alla tenda con un doppio giro a zig-zag.

Portate tutti i fili sul retro, annodateli e tagliate i capi, quindi togliete le imbastiture.

Tagliate, con molta attenzione a non rovinare il pizzo, la stoffa dal retro dei quadrati.

A questo punto la tenda è finita e potete passare alla colorazione.

Mettete sul fuoco una pentola capiente piena d’acqua, versatevi dell’aceto e la curcuma in polvere che vi siete procurati. La curcuma colora parecchio, quindi non ne serve moltissima, per una tenda di circa 470 g ho usato 200 g di curcuma ottenendo punti di arancio intenso. Aumentate o diminuite la quantità di polvere in base alla tonalità che volete ottenere: più polvere, colore più carico, meno polvere, tinta più delicata.
Portate la mistura a ebollizione.

Se la pentola è abbastanza grande (dai dieci litri di capacità in su) potete immergere la tenda direttamente, altrimenti mettete la tenda in una bacinella e versatevi sopra la tinta bollente. Io l’ho allungata con dell’acqua.
Lasciate la tenda in ammollo, rimestando ogni tanto il calderone (mentre lo fate canticchiate un motivato ossessivo), come nel caso della quantità di polvere, più tempo uguale più colore. Lasciate il gatto a guardia della cosa e andate a preparare la cena, meglio fare il resto a stomaco pieno.

Ora la parte rognosa: estraete la tenda dal contenitore e sciacquatela (usate i guanti!). Io ci ho provato, davvero, ma non riuscivo a vedere la luce alla fine del tunnel, quindi ho preso la tenda e l’ho ficcata in lavatrice, facendo partire il programma di risciacquo.
Una volta tirata fuori dalla lavatrice sono andata in terrazza per stenderla, ma mi sono resa conto che sentivo i granelli di spezia tra le mani (quindi ho arguito che forse sarebbe bastato un etto soltanto di curcuma), e ho rificcato la tenda in lavatrice, insieme a un asciugamano, tanto per dare un senso al lavaggio. Ho fatto fare un ciclo completo, col programma ecologico (quello da mezz’ora a trenta gradi).
Tirando fuori la tenda dalla lavatrice ho scoperto che l’asciugamano, che era giallo, è diventato arancione (poco male, tanfo è quello che tengo in lavanderia ed era tutto macchiato), ergo, attenzione, la tenda va lavata da sola anche per le volte successive, il colore naturale tende a stingere dal capo colorato e a tingere quelli che lo circondano.

Una volta che la tenda si è asciugata stiratela (anche qui attenzione, forse è meglio lavarla due volte, perché ha lasciato una traccia di colore anche sull’asse da stiro) e appendetela, munitevi di forbici, giratele attorno e tagliate eventuali fili.

L’effetto è assicurato (la mia è un po’ corta: visto che non è trasparente volevo fare in modo che il gatto potesse spiare cosa succede in casa da sotto, e soprattutto volevo evitare i buchi a forma di micio che erano comparsi nella precedente tenda della porta), non solo visivo, ma anche olfattivo, ora casa mia profuma di curcuma e di lavanda (più avanti spiegherò il perché della lavanda).

Se tingete capi piccoli, per ottenere l’effetto marmorizzato dovete lasciare delle pieghe nella stoffa, infatti se il tessuto nuota liberamente nell’acqua colorata si tinge in maniera omogenea (per tingere una tenda in maniera omogenea bisognerebbe immergerla nella vasca da bagno, e se poi il colore non viene via dai sanitari?).

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