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Risotto con asparagi e borsa all’uncinetto

Venerdì, complice il contratto di solidarietà firmato lo scorso anno, è stata una giornata casalinga ed estremamente laboriosa.

Il gatto ed io, infatti, siamo riusciti spostare tutto e a pulire a fondo la cucina, anche sotto la cucina, togliere tutte le piante dalla finestra della camera da letto, pulire la finestra e la controfinestra e rimettere a posto le piante (dopo aver stabilito che fuori non c’è più posto, qui non soffrono, e quindi possono stare sul davanzale definitivamente); raccogliere con la spazzola adesiva (10 fogli) tutti i peli felini dal copripiumino prima di metterlo in lavatrice, cambiare il copripiumino (cosa non semplice, soprattutto a causa dell’aiuto del gatto), pulire il bagno a fondo, lucidare tutte le porte di casa, pagare il gas (questa è stata dura), passare la cera sui pavimenti e finire una borsa all’uncinetto. Io (il gatto no, lui non è interessato a queste cose) mi sono messa anche lo smalto sulle mani e sui piedi.

Per pranzo abbiamo fatto pausa, e mentre per lo schizzinoso ho scavato tra le scorte fino a trovare una preziosa scatoletta di tonno rosa, per me ho deciso di finire il mazzo di asparagi che mi aveva regalato mia madre (ho mangiato asparagi per tre giorni, bolliti, al vapore, stufati e nel risotto, era un mazzo consistente).

Risotto di asparagi

Ingredienti a occhio:

  • 4-5 asparagi grossi;
  • riso;
  • acqua calda;
  • sale;
  • una noce di burro;
  • uno scalogno;
  • vino bianco secco;
  • pepe rosa in grani;
  • parmigiano.

Pelate gli asparagi e tagliateli a fettine. Affettate finemente lo scalogno e fatelo appassire in un po’ di burro, aggiungete il riso e fatelo tostare, finché non diventa trasparente. Alzate la fiamma, versate il vino, mescolate velocemente e fate evaporare, aggiungete gli asparagi e un paio di mestoli di acqua calda (o brodo, se ne avete, io non ne avevo), abbassate la fiamma, mescolate e lasciate consumare l’acqua. Aggiungete altro liquido poco per volta fino a quanto il riso sarà cotto, salate, pepate, togliete dal fuoco e mantecate con il parmigiano.

Dopo pranzo ho finito la borsa che avevo iniziato due settimane fa. Non è venuta per niente male, soprattutto considerando che è la prima (e che fino a due mesi fa non sapevo lavorare all’uncinetto). L’interno è costituito da una doppia fodera di stoffa che racchiude uno strato di interlana (nelle prossime sostituirò l’interlana con il mollettone, che è più solido ma meno voluminoso). Stasera ne comincerò un’altra, simile ma un po’ più piccola, coi doppi manici invece che con la tracolla, per mia madre, che me l’ha chiesta.

Dopo questa ne farò un paio di stoffa (quelle di stoffa si iniziano e finiscono nel giro di qualche ora, a seconda della quantità di particolari), ma appena troverò del nuovo filato in offerta mi cimenterò con le mattonelle esagonali.

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