ricette

Chi dice che la frutta cotta fa ospedale?

Gira una sorta di luogo comune, almeno da queste parti, secondo il quale verdura e, soprattutto, frutta cotta siano cibi che usualmente si consumano durante una degenza. A me invece la frutta cotta comunica un senso di calore e di benessere (sarà che mi fa venire in mente il coloro e l’odore delle mele della mia infanzia, che caramellavano lentamente nel loro sugo sulla stufa nella cucina dei miei).

La frutta cotta ha inoltre un’utilità inconfutabile: liberarsi di tutto quello che sta appassendo in dispensa e che non invoglia più alla consumazione gioisa e scrocchiante della frutta fresca e croccante.

Quindi, se capita di avere delle mele un po’ vizze e dello spumante dolce avanzato da smaltire perché non cimentarsi nella complicatissima preparazione delle mele cotte al vino?

Lavate le mele (quante ve ne pare), affettatele (io mi diverto da matti a usare l’affettamele) e sbucciatele. Mettetele in un pentolino, copritele con lo spumante e fate cuocere a fuoco lento finché le mele non si spappolano. Lasciate scoperto, in modo che l’alcol evapori. Aggiungete, poco prima della fine della cottura, in quantità a piacere, cannella in polvere e chiodi di garofano.

Si può mangiare sia caldo che freddo.

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